|
Quella raccontata da Mariagiovanna Luini nel suo libro è una storia di dualismi, di dolore e di resurrezione dal dolore. Di amore e di abbandono. È una storia di solitudine che viene raccontata ai delfini e a loro affidata perché la custodiscano.
Con la sua scrittura fluida e convincente (nonostante i numerosi, troppo, refusi di stampa), Mariagiovanna Luini prende per mano il lettore e lo conduce dentro l’esistenza della sua protagonista, Lucia.
Lucia, infatti, dopo aver accettato un amore senza entusiasmo, attraversa le umiliazioni a cui la costringe l’uomo , e le affronta quasi fosse una necessaria espiazione per un suo peccato.
Eppure, tutto questo non esaurisce la capacità di amare della donna che troverà un altro uomo con il quale condividere la propria ricchezza affettiva. Sarà proprio questa un’esperienza felice, totale, nonostante l’epilogo infelice, che la convincerà a cercare consolazione nel dolce rollio del mare, in una specie di ritorno nel grembo materno.
La donna diventa, in questo modo, il simbolo stesso dell'amore, nel suo ciclo completo, nè la sua capacità di donarsi riuscirà mai ad esaurirsi.
|