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Kumba, Sansone e me è la prima opera narrativa di Rosaria Fattori, per noi una piacevole scoperta, una nuova presenza tra i nostri scaffali.
Teresa, la protagonista del romanzo, è una donna non più giovanissima, è timida, piuttosto impacciata. Pur essendo esperta di diritto tributario, lavora come fac-totum nella società A-Me- Pa ( attrezzature per medici e paramedici), e divide il suo appartamento con il fidanzato Eugenio, un tipo fatuo, nullafacente e per di più infedele.
Rassegnata da tempo ad un’esistenza abitudinaria e immutevole, un bel giorno decide di riprendersi la sua libertà, mettendolo alla porta.
Ecco. Da questo momento, tutto cambia. Teresa si sente diversa, meno imbranata, più decisa, più attenta a chi le sta intorno. Due incontri le addolciscono finalmente la vita. Due uomini. Il bel senegalese della lavanderia sottocasa e il suo capo, soprannominato Sansone, che si rivela un uomo diverso da quello che lei aveva immaginato, decisivo per il suo futuro.
Come in una favola moderna, questa donna diventa un’altra persona, senza rinunciare alla propria generosità. E’ consapevole della propria dolcezza e si riappropria della sua femminilità. Sembra quasi la ragazza di una favola senegalese “ bella come la luna e allegra come il sole”.
In un tempo popolato da attricette e veline, Teresa è una boccata di aria fresca, una persona vera, un’eroina del quotidiano, della spesa al mercato, il discount, la lavanderia, in una Roma da quartiere multietnico dove la vicina di casa è ancora disponibile, in cui si possono incontrare due attempate sorelle prodighe di utili consigli.
Una bella storia, narrata con uno stile accattivante,ironico, a tratti comico, leggero come l’acqua degli zampilli romani.
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